mercoledì, 30 maggio 2007 
Deve essere la consuetudine di ogni essere umano addomesticato ed addestrato alla routine devastante di quello che definiscono con "vita vera". A queste condizioni mi chiedo talvolta se il metodo giusto è davvero questo di trascorrere le giornate, o se forse la verità sta in chi decide di vivere la propria vita nella continua avventura di scelte azzardate e finali inaspettati con tanto di effetti speciali.
La cosa strana è che mi divido in una coscienza poliedrica, divisa in due emisferi distinti, nel primo regna incontrastata la mia parte razionale e terrestre, direttamente correlata al naturale istinto di sopravvivenza che porta verso la procreazione e l'allevamento con tutte le conseguenze che comporta, ma nella seconda il mio spirito mi spinge alla ricerca di "avventura", astrazione mentale, creazione artistica, scoperta individuale. L'individualità spiccata e la forte personalità sono pregi che difettano di fronte alla quiete della vita familiare di tipico stampo conservatore italiano. Non sono un animale che riesce ad annullare la sua continua ricerca di appagamento spirituale, ne sono capace di nuotare in pozze stagnanti dai giorni che si ripropongono identici.
La sofferenza maggiore deve essere portata dalla continua ciclicità delle azioni che non riesce facilmente a venire distratta dall'acquisto di futili beni materiali.
E' troppo tempo che non mi metto in viaggio.
Mi ricordo che è un bisogno al quale non posso rinunciare. Fin da piccola i miei genitori spesso e volentieri mi trascinavano in gite e piccoli viaggi che duravano solo un week end verso le montagne o le città d'arte. Col passare del tempo da sola ho continuato a seguire il mio istinto. L'eccitazione della pianificazione, la decisione di cosa mettere nel bagaglio, la partenza, a qualsiasi ora del giorno e a qualsiasi compromesso. Il viaggio carico di qualsiasi aspettativa.
Settembre del 2005 l'ultimo viaggio degno di nota. Da Settembre 2007 ho capito che non avrei mai più intrapreso un viaggio da sola e senza responsabilità da scaricare a chicchessia.
Sono troppo giovane per accollarmi un numero imprecisato e castrante di responsabilità costanti e crescenti, comprese le incompetenze parentali.
Ho solo bisogno di una vacanza abbastanza lunga da dissolvere la gabbia che si è andata a creare intorno al mio senso spirituale di libertà.
























